Fuga di 220km per Manuele Boaro nella tappa 9 del Giro d’Italia 2018

Terzo arrivo in salita del Giro. Tappa molto lunga (225 km) con i primi 100 km lungo la strada a scorrimento veloce da Benevento a Rionero Sannitico con carreggiata ampia, ben pavimentata e con la presenza di numero gallerie ben illuminate. Seconda parte con la salita di Roccaraso (GPM) seguita dalla lunga discesa fino a Sulmona e Popoli. Dopo i due Traguardi Volanti inizia la salita finale di circa 45 km intervallati da brevissime contropendenza e suddivisa nella classificazione del GPM in due parti la prima fino a Calascio e la seconda più breve e pendente fino all’arrivo. Ultimi km: ultimi 7 km in forte ascesa. Si superano i 2000 m su una strada di media ampiezza con alcuni tornanti e pendenza attorno al 9% con picco massimo del 13%. Ultimo rettilineo di 120m in asfalto con linea di arrivo larga 6m. Dopo la prima ora di gara al comando c’è un gruppo di 14 uomini, composto da Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), gli italiani Davide Ballerini e Fausto Masnada (Androni Sidermec), gli italiani Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida), l’italiano Simone Andreetta (Bardiani-Csf), l’italiano Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), il belga Tim Wellens (Lotto Fix All), l’eritreo Natnael Berhane (Dimension Data), il britannico Hugh Carthy (EF-Drapac), il russo Maxim Belkov (Katusha-Alpecin), l’italiano Gianluca Brambilla e il lussemburghese Laurent Didier (Trek-Segafredo) e l’italiano Alex Turrin (Wilier-Selle Italia).
220 km di fuga per Manuele Boaro che ci ha tenuti col fiato sospeso fino ai 4 chilometri dall’arrivo quando ormai il gruppo aveva deciso di chiudere sulla fuga di giornata e il tentativo di Manuele si è trasformato in un grande supporto per il capitano Domenico Pozzovivo che andrà a chiudere in quarta posizione superato solo da Yates, Chavez e Pinot.

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